ITINERARI ESCURSIONISTICI (E)

1. Al Santuario da Albanete: Gole basse di Iannace, Pietra Jaccata, Santuario Madonna di Pollino

ImmagineLOCALITA’ DI PARTENZA: Strada per il Santuario (località Pomari)
LOCALITA’ DI ARRIVO: Santuario Madonna di Pollino (1536 m.)
LUNGHEZZA: 7 km circa
TIPOLOGIA: percorso a/r
TIPO DI PERCORSO: sentiero evidente e traccia di sentiero
DISLIVELLO: 380 m.s.l.m.
TEMPO DI PERCORRENZA: 4 ore
STAGIONE: da aprile a novembre
SEGNALETICA: assente in alcuni tratti
DIFFICOLTA’: E – Medio
Equipaggiamento: scarpe alte da trekking, pantaloni lunghi, giacca a vento (traspirante e impermeabile), guanti, cappellino
Attrezzatura consigliata: macchina fotografica e binocolo
DESCRIZIONE
Immagine Timpa della Madonna di Pollino è una montagna che ha sempre un grande fascino, una montagna che appartiene contemporaneamente al senso della divinità, all’uomo e alla natura selvaggia. Si parte dalla strada del santuario. Da qui si prende il sentiero delle “Rocce Parlanti”: questo percorso, segnalato con accortezza, esalta enormemente la bellezza degli scorci offerta dal bosco che ammanta l’ultimo tratto di Fosso di Iannace. Faggi secolari enormi, spesso con i rami secchi accasciati sul fondo della gola, dalle radici contorte, massi giganteschi, a volte di forma monolitica, pareti alte di roccia che si alzano ai lati del letto del torrente. C’è davvero la sensazione della wilderness, della natura inviolata, primordiale. Sono tutte cose che sono valorizzate con questo sentiero, che si armonizza perfettamente ai luoghi, perchè li percorre quasi con reverenza e adeguandosi alla natura del terreno. Si guada il torrente si salgono i pendii rocciosi e boscosi, costeggiando delle suggestive pareti di roccia. Si arrivo all’avvallamento formato dai due crestoni rocciosi di Timpa della Madonna, Pietra Iaccata. Si segue la cresta e si raggiunge il sentiero dei giardini rocciosi. Giardini di nome e di fatto… è grande la varietà botanica di questi posti: faggi, ornielli, olmi, aceri di diverse specie, compreso l’endemico “lobelius” delle montagne meridionali, sorbo montano e domestico, ramno, lecci, cerri, una stazione di tiglo selvatico (platifillo), e ginestre che in primavera ci meravigliano con le loro fioriture… e poi orchidee e fiori anche rari che si possono ammirare in primavera. In autunno invece la varietà botanica è ben visibile tramite il contrasto dei colori. Si arriva al Santuario nei pressi della statuetta di bronzo della madonna, realizzata dall’artista olandese della scultrice Daphnè Du Barry. Più avanti si avrà modo di visitare il Santuario della Madonna di Pollino, che si erge a 1537 metri s.l.m.: eremo mariano a cui fanno da sfondo le vette del Massiccio del Pollino.

 1.a (variante – percorso ad anello)

La variante prevede di tornare al punto di partenza deviando in direzione della rotonda di Fosso Iannace, lungo un bel sentiero che si snoda nella faggeta. Arrivati alla Rotonda si fa un pezzetto di strada asfaltata per poi scendere lungo una traccia di sentiero lungo i pendii cespugliosi di località Pomari, tra ginestre, rose canine, peri selvatici, biancospini oltre agli alberi caratteristici di questa zona.

2.a Dal Santuario alla Serra di Crispo

Serra di Crispo con Marta e Vincenzo 088
Escursione che, partendo dal Santuario della Madonna di Pollino, consentirà di inoltrarsi nel cuore del Pollino lucano, toccando luoghi dalla bellezza selvaggia come ll Piano Iannace e soprattutto Serra di Crispo al cospetto di pini loricati monumentali, tra i più belli del Parco.

LOCALITA’ DI PARTENZA: Santuario della Madonna di Pollino (1537 m.)
LOCALITA’ DI ARRIVO: Serra di Crispo (2053 m.)
LUNGHEZZA: 12 km circa
TIPOLOGIA: percorso A/R (ad anello solo il tratto finale dell’escursione)
TIPO DI PERCORSO: sentiero evidente e traccia di sentiero, pista forestale solo nel tratto da Piano Iannace a Fonte Pittacurc.
DISLIVELLO: 500 m.s.l.m.
TEMPO DI PERCORRENZA: 5,30 ore circa
STAGIONE: da maggio a novembre
SEGNALETICA: assente in alcuni tratti
DIFFICOLTA’: E – Medio
Equipaggiamento: scarpe alte da trekking, pantaloni lunghi, giacca a vento (traspirante e impermeabile), guanti, cappellino
Attrezzatura consigliata: macchina fotografica e binocolo

DESCRIZIONE

L’escursione si svolge nel versante lucano del Parco Nazionale del Pollino (settore nord). Si partirà dal Santuario della Madonna di Pollino (San Severino Lucano) e si toccheranno alcuni tra i luoghi più esclusivi del Massiccio del Pollino, regno degli eseescursione con serra c. con tonino e al. 140mplari più maestosi di pino loricato. Superato il Rifugio, appena imboccato il sentiero il panorama si aprirà sulle grandi cime di Serra del Prete e Monte Pollino. Si proseguirà tra i faggi secolari e poi si incroceranno le gole di Fosso Carceri… Poco dopo si raggiungerà il panoramico Piano Iannace e da qui uscendo dal bosco saliremo verso i pascoli dei Piani di Pollino dove ci fermeremo ad una delle fonti più belle e fredde del Parco. Qui comincia il regno dei loricati! Simbolo stesso del Parco, il pinus leucodermis è una preziosa rarità botanica che popola le sommità e i dirupi rocciosi delle montagne. Ora maestosi e dritti, ora modellati dalla furia degli elementi, aggrappati ai dirupi rocciosi o ancora secchi e bianchi come fantasmi, i loricati creano uno spettacolo suggestivo di vita, morte e rinascita, da cui sembra manifestarsi la forza di una natura ancora selvaggia e primordiale. Arriveremo nei pressi della Grande Porta, tra Serra di Crispo e Serra delle Ciavole a quota 1950 m., e potremo ammirare loricati monumentali, dalla caratteristica corteccia a placche, che ricorda la “lorica” delle corazze degli antichi romani. Di ritorno alla località di partenza si potrà visitare il Santuario della Madonna di Pollino, località di culto per la popolazione calabro-lucana del Pollino.

2b. Da Fosso Iannace a Serra di Crispo

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LOCALITA’ DI PARTENZA: Fosso Iannace (San Severino Lucano)
LOCALITA’ DI ARRIVO: Serra di Crispo (2053 m.)
LUNGHEZZA: 16 km circa
TIPOLOGIA: percorso A/R (ad anello solo il tratto finale dell’escursione)
TIPO DI PERCORSO: sentiero evidente e traccia di sentiero, pista forestale solo nel tratto da Piano Iannace a Fonte Pittacurc.
DISLIVELLO: 750 m.s.l.m.
TEMPO DI PERCORRENZA: 6 ore a/r
STAGIONE: da maggio a novembre
SEGNALETICA: assente in molti tratti
DIFFICOLTA’: E – Medio (per escursionisti allenati)

Equipaggiamento: scarpe alte da trekking, giacca a vento (traspirante e impermeabile), guanti, cappellino
Attrezzatura consigliata: macchina fotografica e binocolo
DESCRIZIONE
Fosso Iannace 052014 012 copiaL’escursione si svolge nel versante lucano del Parco Nazionale del Pollino (settore nord). Si partirà da Fosso Iannace (San Severino Lucano) e si toccheranno alcuni tra i luoghi più esclusivi del Massiccio del Pollino, regno degli esemplari più maestosi di pino loricato. Il sentiero di Fosso Iannace ci farà gustare l’atmosfera selvaggia delle gole, attraversando di tanto in tanto le acque del torrente (da luglio in poi di solito è però in secca) su piccoli ponticelli. Maestosi esemplari secolari di faggio e abete bianco crescono lungo la gola, oltre a monumentali aceri di  monte. E’ presente anche una piccola stazione di giovani pini loricati, appollaiati sulle rocce. Arrivati all’ultimo ponticello si imboccherà il sentiero per il panoramico Piano Iannace e da qui uscendo dal bosco saliremo verso i pascoli dei Piani di Pollino dove ci fermeremo ad una delle fonti più belle e fredde del Parco: Pittacurc. Qui comincia il regno dei loricati! Simbolo stesso del Parco, il pinus leucodermis è una preziosa rarità botanica che popola le sommità e i dirupi rocciosi delle montagne. Ora maestosi e dritti, ora modellati dalla furia degli elementi, aggrappati ai dirupi rocciosi o ancora secchi e bianchi come fantasmi, i loricati creano uno spettacolo suggestivo di vita, morte e rinascita, da cui sembra manifestarsi la forza di una natura ancora selvaggia e primordiale. Saliremo alla sommità del “Giardino degli Dèi” (così è stata romanticamente ribattezzata questa montagna) muovendoci tra loricati monumentali, dalla caratteristica corteccia a placche, che ricorda la “lorica” delle corazze degli antichi romani. Si scenderà poi lungo la cresta di Serretta delle Porticelle verso la Grande Porta, altro luogo “fiabesco” popolato di pini enormi e slanciati…

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3. Da Conocchielle a Piano di Vacquarro

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Piani bassi di Vaquarro, attraversati dal Torrente Frido

LOCALITA’ DI PARTENZA: Conocchielle
LOCALITA’ DI ARRIVO: Piani di Vacquarro
LUNGHEZZA: 14 km circa a/r
TIPOLOGIA: percorso A/R
TIPO DI PERCORSO: stradello o pista, sentiero evidente, traccia di sentiero
DISLIVELLO: 440 m.s.l. m.
TEMPO DI PERCORRENZA: 5 ore circa
STAGIONE: da maggio a novembre
SEGNALETICA: assente in alcuni tratti
DIFFICOLTA’: E – Medio

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la frazione di Conocchielle

DESCRIZIONE

Dalla bella frazione di Conocchielle, immersa nel verde, si prenderà una stradina che si snoda nei pascoli, oggi invasi dalla vegetazione.

da vaquarro a jannace 022Imponenti sono gli esemplari di agrifoglio. La zona è molto panoramica: si ammirano i selvaggi dirupi ovest di Timpa della Madonna di Pollino popolati di lecci, e lontani il Monte Pollino e la Serra del Prete. Si arriverà alla faggeta, in località Acquafredda, poi si prenderà un sentiero nei pressi di una zona del bosco con vetusti esemplari di faggio. La mulattiera si inerpica lungo i pendii costeggiando le Gole del Frido. Siamo lungo la “Scaletta”: sbucando dal bosco si ammira la facciata opposta della gola, potendo ammirare dei loricati posti sul dirupo, in mezzo ai faggi.  Questo percorso richiama la storia della transumanza; era infatti utilizzato dai pastori di Conocchielle, che con i greggi attraversavano i piani di Vacquarro, Gaudolino e scendevano lungo la Scala Di Gaudolino, verso Morano. Il Frido corre qui con le sue acque limpide e gorgheggianti. Si arriva nella parte bassa dei Piani di Vacquarro, attraversati dal torrente. Siamo ai piedi dell’imponente Serra del Prete e possiamo anche ammirare la sagoma inconfondibile del Monte Pollino e delle sue pareti, su cui crescono abbarbicati pini loricati che sfidano la furia della natura…

 

4.a  I Piani di Pollino e i “balconi”

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I Piani di Pollino e fanno parte del cuore del Pollino: pascoli estesi che in primavera si riempiono di fiori. Ai “balconi” faremo conoscenza con esemplari spettacolari di pino loricato, alle pendici della Serra delle Ciavole
PERCORSO
LOCALITA’ DI PARTENZA: Colle Impiso (Viggianello)
LOCALITA’ DI ARRIVO: Piani di Pollino (balconi) (2130 m.)
LUNGHEZZA: 15 km circa a/r
TIPOLOGIA: percorso A/R
TIPO DI PERCORSO: pista forestale, sentiero evidente, traccia di sentiero
DISLIVELLO: 330 m.s.l. m.
TEMPO DI PERCORRENZA: 5, 30 ore a/r
STAGIONE: da maggio a novembre
SEGNALETICA: assente in molti tratti
DIFFICOLTA’: E – Medio

Equipaggiamento: scarpe alte da trekking, giacca a vento (traspirante e impermeabile), guanti, cappellino
Attrezzatura consigliata: macchina fotografica e binocolo
DESCRIZIONE
dolcedorme giugno 2012 001 (9)Si parte da Colle Impiso, località di ingresso nel settore nord-ovest del Pollino, alle pendici di Serra del Prete. Un sentiero nella faggeta sbuca nel pianoro di Vaquarro, dove si potrà ammirare la sagoma del Monte Pollino in tutta la sua maestosità. Attraversato il bel pianoro e si raggiungerà la pista forestale che sale ai Piani di Pollino. Costeggeremo anche il torrente Frido e potremo bere alla magnifica sorgente “Rummo”. La natura calcarea dei rilievi del gruppo montuoso del Pollino, a causa dell’azione chimica delle acque e dell’azionedei ghiacciai, ha portato alla formazione di numerose forme carsiche, tra cui i pianori. Sarà possibile ammirare il circo glaciale del Monte Pollino, massi erratici (inglobati nel ghiaccio e poi rimasti a valle) e le collinette moreniche, formate dai fenomeni di erosione/deposito dei ghiacciai. Si attraversano i Piani per poi cominciare a salire sui pascoli costeggiando i ripidi pendii ovest di Serra delle Ciavole. Si arriva ai “balconi”, popolati da maestosi pini loricati, godendo della vista spettacolare di Piani più bassi…

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4.b –  I Piani di Pollino e la Serra delle Ciavole

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Panorama da Serra delle Ciavole

I Piani di Pollino e la Serra delle Ciavole fanno parte del cuore del Pollino: pascoli estesi che in primavera si riempiono di fiori, rocce imponenti popolati da pini loricati secolari, prostrati dagli elementi, secchi e rimasti in piedi, ognuno con una sua personalità, panorami di foreste e montagne…
LOCALITA’ DI PARTENZA: Colle Impiso (Viggianello)
LOCALITA’ DI ARRIVO: Serra delle Ciavole (2130 m.)
LUNGHEZZA: 18 km circa a/r
TIPOLOGIA: percorso A/R
TIPO DI PERCORSO: pista forestale, sentiero evidente, traccia di sentiero
DISLIVELLO: 550 m.s.l. m.
TEMPO DI PERCORRENZA: 6, 30 ore a/r
STAGIONE: da maggio a novembre
SEGNALETICA: assente in alcuni tratti
DIFFICOLTA’: E – Medio (per escursionisti allenati)

Equipaggiamento: scarpe alte da trekking, giacca a vento (traspirante e impermeabile), guanti, cappellino
Attrezzatura consigliata: macchina fotografica e binocolo

DESCRIZIONE

Serra delle Ciavole è facilmente accessibile dal lato ovest mentre  il versante est è caratterizzato da pareti rocciose ripide e inaccessibili. Si parte da Colle Impiso, località di ingresso nel settore nord-ovest del Pollino, alle pendici di Serra del Prete. Un sentiero nella faggeta sbuca nel pianoro di Vaquarro, dove si potrà ammirare la sagoma del Monte Pollino in tutta la sua maestosità.escursione notturna serra delle ciavole 170 Attraversato il bel pianoro e si raggiungerà la pista forestale che sale ai Piani di Pollino. La natura calcarea dei rilievi del gruppo montuoso del Pollino, a causa dell’azione chimica delle acque e dell’azionedei ghiacciai, ha portato alla formazione di numerose forme carsiche, tra cui i pianori. Sarà possibile ammirare il circo glaciale del Monte Pollino, massi erratici (inglobati nel ghiaccio e poi rimasti a valle) e le collinette moreniche, formate dai fenomeni di erosione/deposito dei ghiacciai. Si attraversano i Piani per poi cominciare a salire sui pascoli costeggiando i ripidi pendii ovest di Serra delle Ciavole. Si arriva ai “balconi”, popolati da maestosi pini loricati. Il sentiero classico ci condurrà sui pascoli di vetta di Serra delle Ciavole, che accanto a Serra di Crispo rappresenta il vero “regno” del pino loricato. Dalla cima è possibile contemplare panorami superbi, che spazieranno dovunque ci gireremo, su una natura dominata da cime maestose, pianori e rocce adorne di pini loricati…

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5. Timpa delle Murge e la sorgente Catusa

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LOCALITA’ DI PARTENZA: Acquatremola (Terranova di Pollino)
LOCALITA’ DI ARRIVO: Timpa delle Murge, La Catusa (1413 m.)
LUNGHEZZA: 10 km circa a/r
TIPOLOGIA: percorso ad anello
TIPO DI PERCORSO: pista forestale, sentiero evidente, traccia di sentiero
DISLIVELLO: 180 m.s.l. m.
TEMPO DI PERCORRENZA: 4 ore a/r circa
STAGIONE: da maggio a novembre
SEGNALETICA: assente in alcuni tratti
DIFFICOLTA’: E – Medio

DESCRIZIONE
Percorso che partendo dalla bella radura di Acquatremola, rinomata area pic-nic del Parco,  ci porta nell’estesa faggeta fino ad imboccare la larga pista che segue un crinale coperto dal bosco (Serra del Prete). Si sale fino alla sommità di Timpa delle Murge. Qui la geologia e la bellezza sono un tutt’uno, creando un ambiente suggestivo e primordiale. Queste rocce ci ricordano i tempi lunghissimi della storia della terra… Sono tipiche di questa montagna le strutture geologiche delle lave a pillow (a cuscini). Si tratta di  rocce vulcaniche effusive originate da eruzioni sottomarine: la lava a  contatto con l’acqua si raffredda velocemente053 e si forma una struttura vetrosa. A causa di questo fenomeno, il flusso della lava si divide in blocchi rotondeggianti, che si sovrappongono gli uni agli altri formando potenti serie. I blocchi rimangono plastici all’interno e si assestano, deformandosi, fino al completo raffreddamento. A parte la geologia è anche la bellezza e i colori di queste rocce (come il bordeaux dei diaspri e i colori di altri minerali ) che infondono meraviglia… Timpa delle Murge è inserita in un bellissimo contesto panoramico che guarda verso sud alle foreste e cime della catena del Pollino, e a nord verso Pietrasasso, le valli del Sinni e del Sarmento, fino alla Puglia e al Golfo di Taranto. Incastonata tra le foreste si nota la frazione di Casa del Conte, mentre pini neri, ornielli, cerri e soprattutto gli agrifogli monumentali, nonchè le essenze profumate delle erbe selvatiche, avvolgono i pendii rocciosi di questa montagna...Timpa delle Murge è uno dei siti geologici più importanti del Parco Nazionale del Pollino. Dopo l’incursione nella geologia e nella storia della terra si passerà alla contemplazione della bellezza naturale di uno scorcio magnifico di faggeta vetusta, un vero “tempio” della natura con faggi secolari e la sorgente Catusa che scorre ai loro piedi. Si tornerà lungo un sentiero tra faggi e pascoli alla stradina imboccata alla partenza…

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6. Monte Pollino

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LOCALITA’ DI PARTENZA: Colle Impiso (1573 m., comune di Viggianello)
LOCALITA’ DI ARRIVO: cima del Monte Pollino (2248 m.)
LUNGHEZZA: 6 km circa a/r
TIPOLOGIA: percorso a/r
TIPO DI PERCORSO: pista forestale, sentiero evidente, traccia di sentiero
DISLIVELLO: 740 m.
TEMPO DI PERCORRENZA: 6 ore a/r circa
STAGIONE: da maggio a novembre
SEGNALETICA: presente
DIFFICOLTA’: E – Medio (per escursionisti allenati) – EE (Impegnativo) nell’ultimo tratto che sale alla cima.

E’ la montagna che dà il nome al Massiccio e al Parco del Pollino, una spettacolare piramide che svetta nel cuore del sistema montuoso calabro-lucano e  che raggiunge quota 2248 m. La salita alla cima di questo monte rappresenta una delle escursioni  più classiche, con partenza da Colle Impiso e seguendo il bel sentiero che si inerpica sul versante sud-ovest da Colle Gaudolino. La leggendaria interpretazione del nome “monte Apollineo”, è che questa montagna venne consacrata proprio al dio Apollo. L’itinerario consente anche di attraversare i bei pianori di Vacquarro (Piani Alti), permettendo al visitatore di dissetarsi alle fredde acque sorgive della fonte “Spezzavummula”, poco prima di arrivare al piano di Gaudolino. Da Gaudolino si prende il sentiero che attraversa un tratto di faggeta con maestosi faggi secolari abbarbicati ai pendii e una zona che reca i segni di una slavina, avvenuta una quindicina di anni fa. Sbucando dalla faggeta su un tratto ripido di sentiero, il panorama si apre sulla Serra del Prete e i panorami della la Calabria settentrionalesi; può subito ammirare lo spettacolo di monumentali pini loricati aggrappati alla roccia. escursione-con-pino-e-francom

Si incontra poi una grande dolina a pascolo delimitata sul versante sud, da ultrasecolari pini loricati della cresta del Pollinello, allineati in fila sullo sfondo dell’ orizzonte. Si sale poi immediatamente sotto il filo della ripida cresta che conduce alla cima, dalla quale è possibile ammirare il bel panorama selvaggio del Dolcedorme, dei Piani di Pollino, della Serra delle Ciavole e di Serra di Crispo. Il ritorno si svolge lungo lo stesso percorso

6. a  (variante con anello)

Si può scendere senza percorso obbligato e fuori sentiero lungo la cresta del Pollinello, per giungere ad una colonia di monumentali pini loricati e visitare il Patriarca, pino loricato tra i più conosciuti del Pollino e uno di quelli più longevi (età stimata 700-800 anni). Si attraversano poi i pascoli dell’ampia dolina lungo un agile sentiero che riconduce alla via normale precedentemente percorsa.

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